L’attimo perduto
Per catturare l’attimo bisogna prima di tutto viverlo. Sì, è proprio così, ma purtroppo, accade sempre più di rado e la colpa è di quel maledetto smartphone o meglio, dell’utilizzo spropositato che ne facciamo. Questa tecnologia ci rende schiavi e costituisce una vera e propria barriera fra noi e il mondo intorno, facendoci perdere il contatto con la realtà.
Se venisse utilizzato esclusivamente per scattare, potrebbe essere un ottimo mezzo per catturare l’attimo, peccato che questo non avviene. Una volta scattato, non si può perdere tempo, bisogna subito editare la foto, condividerla sui vari social e la maggior parte delle volte solo per testimoniare la propria presenza in un luogo. Poi, ecco che arrivano i primi apprezzamenti, qualche commento a cui bisogna assolutamente rispondere nell’immediato, altrimenti… cosa succede? Ve lo siete mai chiesti?
Succede che, mentre assumiamo la classica postura da “smartphone addicted” ovvero schiena curva, il capo chino, la mano che digita in automatico sul touchscreen dello smartphone e con la mente altrove, qualcosa di magico avviene intorno a noi, ma ovviamente, siamo capaci di perdercelo. Infiniti attimi che scorrono, quegli attimi che ci emozionano, che ci fanno sentire vivi e noi ci priviamo di essi perché troppo concentrati su altro.
Siamo sicuri di volere ciò? Non credo, se amiamo la fotografia, dobbiamo fare qualcosa per cambiare.
Il ritorno alle origini e due possibili soluzioni
- Quando vi trovate in giro, disattivate per qualche ora la connessione dati del vostro smartphone, solo in questo modo potrete godervi ogni istante e rimandate la condivisione in un secondo momento, quando siete a casa, sicuri di non perdervi niente di importante.
- L’altra alternativa potrebbe essere quella di acquistare una vera fotocamera, la cui unica funzione è quella di scattare. Certo, possiamo subito visualizzare lo scatto, ma non potendo né editare e né condividere la foto, non ci si deconcentra.
Provate l’emozione di tenere in mano una vera fotocamera, di guardare attraverso il mirino, di premere quel magico pulsante e ascoltare quel bellissimo “click” che è musica. Provate le ebrezza di scattare in condizioni di scarsa luce, di scegliere voi stessi la profondità di campo, di ottenere effetti creativi modificando il tempo di scatto, insomma, un insieme di alternative che uno smartphone non è in grado di dare.
Natale è vicinissimo e io il consiglio ve l’ho dato. Mentre se cercate qualcosa di più economico, ho un’altra idea: regalatevi un bel libro e magari, potrei facilitarvi la scelta con questa bellissima risorsa: letture interessanti. A tal proposito, se ti va, puoi contribuire anche tu consigliando qualche libro.
Ti senti libero o schiavo della tecnologia? Di quale mezzo ti servi maggiormente per scattare?
Visto che manca qualche giorno, voglio cogliere l’occasione per augurarti Buon Natale.









Bel post Francesco, il problema dell’alienazione da social è un vero problema; io l’ho affrontato soprattutto per ricordare che in macchina non si deve usare lo smartphone per rispondere ai messaggi o ai social.
Facebook non è una questione di vita o di morte… due modi diversi di dire la stessa cosa, l’unione fa la forza?
Speriamo di si.
Buon Natale anche a te!