Il digitale: un appiglio o un’esca pericolosa?
Si può dire che la fotografia nasca ufficialmente nel 1839; a distanza di 74 anni da quell’avvenimento si colloca l’era del 35mm fotografico. La data che rappresenta però uno spartiacque vero e proprio è il 1981: in quell’anno infatti viene scritto un nuovo capitolo della storia con la presentazione della prima reflex digitale da parte del fondatore della SONY Akio Morita. Con l’avvento del digitale i vantaggi sono stati diversi:
- scheda di memoria : si tratta di un supporto che rispetto alla vecchia pellicola consente di memorizzare un numero più elevato di immagini. Offre inoltre la possibilità di scattare “senza limiti”, un maggiore margine di errore e un minor costo.
- Monitor LCD: permette una visualizzazione e gestione immediata della foto.
- Valore ISO (sensibilità alla luce): mentre prima, se si voleva intervenire su questo parametro, occorreva cambiare ogni volta la pellicola della macchina, con la digitale è possibile intervenire direttamente dal menu della macchina fotografica.
- Fotoritocco: con la nuova tecnologia questo processo è attuabile con uno sviluppo digitale e software appositi.
Ma nell’era del progresso, dove coloro che fanno foto (e non uso il termine fotografi volontariamente) si sfidano a colpi di pixel e di tecnologie più o meno avanzate, che fine hanno fatto l’arte e l’anima del fotografo?
Per quel che mi riguarda, ho trovato nelle citazioni di Alfred Eisenstaedt e di Irving Penn le risposte che cercavo:
“L’importante non è la fotocamera ma l’occhio” – Alfred Eisenstaedt
“Un buon fotografo è una persona che comunica un fatto, tocca il cuore, fa diventare l’osservatore una persona diversa” – Irving Penn
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Provo a riscrivere il mio commento 🙂
Sono dell’idea che la vera arte fotografica vada al di la della perfezione tecnica. Ogni giorno vengono scattate migliaia di foto tecnicamente imperfette ma che riescono a suscitare belle sensazioni.
La professionalità non si acquisisce (solo) scattando una decina di foto nei week end ma sono comunque convinto che il digitale abbia allargato la platea dei “fotografi” dando la possibilità alla gente normale di mettersi alla prova, facendo emergere ogni tanto qualcuno di talento….ma creando a volte dei mostri..