Intervista a Serena De Angelis
Ho avuto il piacere di intervistare la fotografa romana Serena De Angelis, specializzata nel fotografare concerti e spettacoli. Ecco di seguito la nostra piacevole chiacchierata.
Quando ti sei avvicinata alla fotografia e quando hai capito che era la tua strada?
A 19 anni mi venne regalata una Nikon F90x nuova di zecca, una reflex a pellicola appena uscita. Non sapevo assolutamente come si usasse, quindi i primi rullini vennero completamente trasparenti. Allora decisi di iscrivermi al corso di fotografia della Scuola delle Arti e dei Mestieri “Ettore Rolli” del Comune di Roma. Lì ha avuto luogo la mia formazione per alcuni anni, fino ai corsi di specializzazione. Attualmente, da cinque anni, sono insegnante di Fotografia e di Laboratorio di Sviluppo e Stampa proprio in quella scuola, e ho aperto il mio studio fotografico, “Officine K“, al Pigneto. È durante il primo anno di corso che mi avvicino alla fotografia di musica e teatro.
Come è stato fotografare il tuo primo concerto? Quali emozioni, quali aspettative avevi?
Il primo concerto che fotografai fu quello degli Acustimantico a La Palma. All’epoca non era usuale fare fotografie ai concerti, a parte i grandi live negli stadi e nei palazzetti ripresi dai fotografi delle grandi testate e agenzie. Per anni nei club e nei locali di Roma son stata da sola a scattare sotto il palco. Ero una fan degli Acustimantico, li seguivo ovunque e quella sera mi sono detta: “e se mi portassi la macchinetta?” Scattai un paio di rulli in bianco e nero e a fine concerto il chitarrista venne a chiedermi di vedere quelle foto. Quello fu il mio primo lavoro come fotografa ufficiale di un gruppo. Da quel giorno non mollai più il palco. Ho lavorato a pellicola fino al 2005, finché ho realizzato che intorno a me la gente lavorava in digitale e mi batteva sul tempo.
Quale attrezzatura usi solitamente per i concerti?
Utilizzo due corpi macchina Nikon D3s, con ottiche Nikon 17-35mm f.2,8 e Nikon 70-200 f.2,8. Ebbene sì, non ho il 24-70 f2,8. È una via di mezzo che non fa per me.
Come si svolge solitamente il tuo servizio ad un concerto? La gestione dei tempi, degli spazi… ?
È tutto molto meno “romantico” di quello che si pensa! Spesso nei grandi concerti veniamo accompagnati sotto il palco poco prima che lo spettacolo inizi, in uno spazio tra il palco e le transenne. Abbiamo a disposizione pochi brani, di solito i primi tre. A volte, per la serie “la fotografia estrema”, può capitare anche solo il primo brano. È tutto molto frenetico, bisogna cercare di dare il meglio e di fare in prima battuta tutto quello che serve per la rivista o l’agenzia; poi, se sei bravo, ti avanza tempo per fare ciò che piace a te.
Molto più divertenti ed emozionanti sono, a mio avviso, i concerti nei club. Sei più vicino all’artista e al pubblico, sei proprio al centro, dove c’è quell’energia pazzesca che scorre tra i due artefici dello spettacolo. Ed è lì che la vivi tutta, l’energia, ed è proprio quella che cerco di far emergere nelle mie immagini.
Nell’era degli smartphone, dei tablet e della tecnologia a livelli oramai esagerati, quali sono i pro e i contro secondo te?
Sono molto aperta da questo punto di vista. Sono tutti “strumenti” che aiutano l’informazione e il giornalismo, quindi ben vengano per il cosiddetto “diritto di cronaca”. Tuttavia il contenuto, la risoluzione e la qualità che ti può dare un’ottica professionale, non si possono ottenere con un tablet.
Un’ultima domanda: Quale consiglio daresti a chi volesse intraprendere questa strada?
A questa domanda rispondo sempre allo stesso modo: studiare. Non c’è molto altro da fare. Si parte da lì. Se è vero che oggi son tutti fotografi, è anche vero che le differenze tra chi “è” un fotografo e chi “fa” il fotografo, si vedono enormemente.. per fortuna! L’attrezzatura è importante, ma da sola non basta.
Il sito di Serena – www.serenadeangelis.it
Il suo studio fotografico – www.officinek.com
Twitter – @SerenaFotografa
Facebook – serenadeangelis.fotografa
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Tags: intervista a un fotografo














Ottimo articolo e ottima idea, Francesco!
Complimenti a Serena, con poche e semplici parole ha centrato gli obiettivi di una interessante intervista! Terrò presente i consigli che hai dato!
P.S.: la seconda e la quarta fotografia sono eccezionali, soprattutto la seconda!