La qualità delle riviste fotografiche
Le riviste fotografiche non mi soddisfano più tanto, sarà che con il passare degli anni si raggiunge una certa maturità artistica, comunque, mi sembrano tutte strutturate nello stesso modo, sulla qualità dei contenuti avrei da ridire qualcosa e poi, non costano neanche poco. Questo non vuol dire che non leggerò più delle riviste, sono sempre in continuo movimento per migliorarmi, ma mi piacerebbe vedere un cambiamento. È tutto troppo scontato.
È un’analisi personale che mi ritrovo a fare in seguito a un trasloco. Ebbene sì, da tre settimane ho cambiato casa e questo ha comportato anche qualche incoveniente con il blog. Spero di riavere quanto prima una linea adsl. Ma nonostante ciò, sono riuscito a pubblicare anche oggi.
Riviste fotografiche sì o no?
Torniamo a noi, durante il trasloco mi sono ritrovato a riempire due o tre scatoloni di riviste fotografiche e sapete che fine hanno fatto? Una volta nella casa nuova, ho deciso di disfarmene e il perchè ve lo spiegato a inizio articolo. Non rimpiango i soldi spesi, perché se a quel tempo avevo deciso di acquistarli, sicuramente ci sarà stato un motivo. Ora, però, avrebbero occupato solo dello spazio inutile. Trovo che ogni tanto bisogna trovare il coraggio di abbondonare certi oggetti e certe scelte fatte per lasciare spazio a nuovi stimoli.
Ciò che invece ho tenuto sono i libri, un tesoro prezioso che custodisco con cura e alla quale riserverò un nuovo bellissimo angolo per la lettura. Vi state chiedendo perché i libri sì e le riviste no? Semplicemente perchè trovo i libri delle risorse più complete.
Versione cartacea o digitale?
È vero esistono anche riviste in versione digitale, ho provato ad acquistarne qualcuna e addirittura, ho fatto un abbonamento, ma niente da fare, non mi convince. Mi piace sentire l’odore della carta, toccare con mano e sfogliare le pagine. Sotto questo aspetto sono ancora alla vecchia maniera. Certo è che con il digitale si risparmia spazio ed anche i costi sono inferiori.
Ciò che NON mi piace in una rivista:
- la scarsità dei contenuti: la maggior parte delle riviste sono tutte mensili o trimestrali, vorrei un po’ più di materiale da leggere poiché il tempo a disposizione non è poco. Ciclicamente vengono riproposti gli stessi argomenti, magari esposti in maniera diversa, ma il lettore non è stupido.
- Monotematicità: sembra esistere solo la fotografia di paesaggio e il ritratto, invece, si dovrebbe spaziare di più.
- Troppe recensioni: un mare di valutazioni tecniche sulle prestazioni delle fotocamere. In tutto questo, che fine ha fatto la fotografia? E l’uomo? Si rischia di far passare un messaggio sbagliato. Sembra che se non hai l’ultima fotocamera uscita sul mercato, sei fuori dai giochi.
- Troppi tutorial: “come scattare al buio”, “come ritoccare il viso”… mi piacerebbe conoscere come se la cavarebbe un fotografo in una certa situazione.
- Poche fotografie: lascierei più spazio alle immagini, che sono più educative di tante guide. Inoltre, nascondono dei messaggi e trasmettono emozioni.
Ciò che mi piace in una rivista
- interviste: è sempre un piacere conoscere nuovi fotografi, nuovi stili, nuovi modi di comunicare, da ognuno si può imparare qualcosa. È importante avere una vasta cultura fotografica per avere una mentalità sempre aperta ed essere in grado di osservare con occhio critico. Non c’è cosa più brutta dell’ignoranza, non trovate? È bello essere informato ed esporre il proprio pensiero.
Mi piacerebbe
una rivista fotografica incentrata sulla fotografia, sul suo vero significato, ricca di fotografie e bei racconti che ne incrementerebbero il valore. Una rivista che alla fine della sua lettura ti lasci non solo delle nozioni, ma un qualcosa di più. Serve il coraggio di esplorare e sperimentare.
Siete soddisfatti delle riviste che leggete? Preferite la versione cartacea o digitale?
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In generale, sono rozze, e seguono la tecnica più che l’Arte. Inoltre, mettono sempre ai fotografi dei’ 70, come se non ci fosse più. Grazie per i tuoi apprezzamenti, preziose come mai.
Per certo, Francesco, ti ricordo che le unioni di condividere, sono fastidiose per leggere il testo. Grazie.