La smartphoneography: un inizio o un punto d’arrivo?
La smartphoneography ha rivoluzionato e sta continuando a rivoluzionare il mondo della fotografia, tutto ebbe inizio l’11 giugno del 1997 quando venne scattata la prima foto con un cellulare. Da quel momento in poi, gli smartphone si sono evoluti, sono stati dotati di fotocamere sempre più potenti, la loro capacità di archiviazione delle immagini è cresciuta in maniera esponenziale, per non parlare delle applicazioni che, ad oggi, se ne contano più di 10.000.
Tutto questo ha portato dei cambiamenti anche al mercato, i produttori di macchine fotografiche che hanno accusato il colpo, hanno dovuto reinvestire sulle loro compatte, dotandole di caratteristiche che gli smartphone non hanno.
Cresce la quantità di foto scattate e salvate, ma cala la quantità di foto stampate, si perde un po’ il gusto di toccare con mano una fotografia. Pensate, su 100 foto scattate, 46 vengono salvate e solo 12 vengono stampate. Con i social nasce l’era delle condivisioni, scattare foto e condividerle è l’azione che si compie più di frequente, ma ciò che ha veramente cambiato il settore è l’immediatezza con la quale si possono condividere le immagini.
La smartphoneography non è solo una tendenza, ma anche un nuovo metodo di lavoro utilizzato da molti fotoreporter e giornalisti, perché in questo ambito è fondamentale avere l’esclusiva.
Smartphoneography si o no?
Per alcune persone è uno stile di vita che, talvolta, le porta a sentirsi dei fotografi solo perché le loro foto ricevono dei like e commenti, mentre per altre è solo un passaggio, l’inizio di un lungo percorso verso quest’arte che è la fotografia. Se fatto con criterio, si può comunque continuare a scattare foto con il proprio smartphone ed utilizzarlo ad esempio come un diario di viaggio in cui appuntare piccoli frammenti di vita.
Se però si vuole prediligere la qualità e vivere la fotografia in modo più serio e professionale, non si può pensare di farlo con uno smartphone, è necessario compiere un primo passo importante ovvero quello di acquistare una vera macchina fotografica, che sia una compatta, una mirrorless o una reflex non importa. Inoltre, bisogna cambiare l’approccio senza dimenticare di metterci tanta passione e costanza, solo così si può puntare in alto ed ottenere dei risultati.
Cos’è per te la fotografia? La smartphoneography è l’inizio di un cammino o un punto d’arrivo? Racconta la tua esperienza.
Tags: evoluzione fotografia










Nessuno dei due: per me è solo la comodità del momento. Il mio smartphone ha una fotocamera di 5 megapixel, ma le foto sono carine viste da cellulare e sull’app di Instagram, perché da computer sono veramente pessime.
Ho scattato belle foto con una fotocamera da 2,5 megapixel.
Non me ne intendo, lo sai, però non credo a questo punto che solo il numero di pixel entri in gioco per avere foto di qualità.
C’è anche da considerare le tante limitazioni che hanno gli smartphone, come lo zoom, per esempio.