In una notte di luna piena: racconto di uno scatto
Era da tempo che non scrivevo più la mia rubrica “racconto di uno scatto” ed oggi voglio farlo nel migliore dei modi, portandovi con me sulle Dolomiti per condividere le emozioni. Non è mia premura svelarvi come sono riuscito ad ottenere questa foto, anche perché non c’è nulla di complicato. Basta un po’ di pratica e, tecnicamente, tutti possono scattare belle foto, ma il compito più difficile è riuscire a raccontare una storia attraverso una o più foto, consegnare una sensazione all’osservatore.
Ogni anno mi piace trascorrere almeno una settimana in montagna, non riesco a farne a meno, è una necessità. Soprattutto in inverno è meravigliosa, l’alta quota, l’aria frizzante, l’atmosfera magica creata dalla neve. Uno stato di benessere, di leggerezza che solo la montagna riesce a regalarmi. Quest’anno, ho avuto la fortuna di trascorrere anche un weekend a metà marzo, è stato tutto perfetto, neve, sole e tanto relax.
Con me avevo portato anche la mia reflex, ma non era mia intenzione ritornare a casa con la scheda di memoria piena di foto. Non vado mai via con l’ossessione di fotografare e portare a casa un certo numero di scatti, altrimenti, fotografare diventa una costrizione più che un piacere e questo atteggiamento non porta lontano, uccide la creatività. Di giorno utilizzavo esclusivamente lo smartphone per scattare e la sera, in tutta tranquillità, la reflex. L’ultima sera uscì di fuori e vidi che c’era una bellissima luna piena, sembrava uno di quei paesaggi delle fiabe. Volevo a tutti costi congelare l’attimo per poi rivivere le emozioni una volta ritornato a casa.
Il termometro segnava 6 gradi sotto zero e così mi coprì bene, presi con me una torcia, il treppiede ed ovviamente la reflex. La luce della luna si rifletteva sulla neve e illuminava tutto come se fosse giorno, intorno nessuna anima viva, solamente qualche piccola luce dei battipista in lontananza. Il silenzio più assoluto interrotto solo da quel piacevole scricchiolio delle neve fresca sotto gli scarponi. Io di fronte allo spettacolo della natura, una sensazione indescrivibile. Chi di voi è stato in montagna sa di cosa sto parlando.
Dopo poche centinaia di metri mi fermai di fronte a due alberi che catturarono la mia attenzione. Da qui si poteva ammirare l’Alpe di Siusi in tutto il suo splendore. All’orizzonte il Gruppo del Sella, il Sasso Lungo e il Sasso Piatto. Fino a un attimo prima il cielo era sgombro dalle nuvole, ma poi, una leggera velatura coprì la luna. Apparivano e sparivano velocemente, avrei potuto attendere qualche minuto prima di scattare, ma la loro presenza rendeva tutto più imperfetto, più interessante.
Non esitai un attimo di più, posizionai bene il treppiede e vi fissai la fotocamera. La maggior parte dei parametri gli avevo già impostati in precedenza in modo da non farmi trovare impreparato. Regolai gli ISO, il tempo di scatto e l’apertura del diaframma. Per non perdere tempo in post-produzione, decisi di regolare anche il bilanciamento del bianco. Qualche scatto per ottenere l’esposizione corretta e trovare l’inquadratura migliore.
Et voilà.
Clicca sulla foto per ingrandirla.
Ribadisco, non ho la pretesa di insegnarvi qualcosa attraverso questo scatto, spero di avervi trasmesso qualcosa. L’obiettivo di questa rubrica è ricordarvi l’importanza di comunicare attraverso le fotografie.
Tags: racconto di uno scatto










Molto interessante, sia la foto e il tuo annuncio personale. Non è buono scattare come un matto. Saluti e grazie.