Il bello e il brutto in fotografia
“È chiaro che il concetto di bello e brutto è sempre relativo e opinabile. Ma parlare di bello e brutto in astratto è molto diverso dal parlare di belle fotografie e brutte fotografie”. Questa frase, estrapolata dalla collana “Lezioni di fotografia”, mi ha dato lo spunto per un’interessante riflessione. Troverete anche un esercizio da mettere subito in pratica.
Le belle fotografie sono alla portata di tutti, non servono particolari attributi per ottenerle. Basta dare uno sguardo su Instagram o Facebook e visualizzerete tante belle cartoline, oltretutto, post-prodotte, manipolate, fino a trasformare la realtà in qualcosa di surreale.
La fotografia ha un potere unico: può trasformare ciò che i nostri occhi vedono come brutto in immagini belle, rendere l’ordinario poesia, raccontare qualcosa ed emozionare senza l’ausilio di parole e/o tecniche fotografiche.
Senza saperlo, avete a disposizione una bacchetta magica ed è la macchina fotografica, la quale acquisisce i poteri solo grazie alla vostra sensibilità. Si può anche ottenere l’effetto contrario, far diventare brutto qualcosa considerato bello. Ma è più facile realizzare una bella fotografia con un soggetto brutto, poiché tutto ciò che è diverso cattura la nostra attenzione. Ci sono fotografie che sono diventate famose, nonostante raccontino situazioni drammatiche come guerre e povertà.
La fotografia è un linguaggio e come tale deve essere utilizzato. Le immagini devono raccontare, descrivere e informare. Pensare e vivere la fotografia in questo modo, vi permetterà di riscoprire i luoghi conosciuti ed ottenere fotografie interessanti, non i soliti cliché. Viaggiare e fotografare sono una bellissima opportunità per conoscere nuove realtà, ma non fondamentale per ottenere buone fotografie.
Come migliorarsi
Un ottimo esercizio che potete fare è quello di esplorare i luoghi vicino casa e scegliere un soggetto brutto o comunque poco interessante. Tornate nello stesso posto per più giorni, entrate in sintonia con l’ambiente e il soggetto, cercando di vedere con nuovi occhi. Fotografate liberamente, senza pensare alla tecnica, ma piuttosto alle emozioni che provate in quell’istante. Non riguardate le foto dallo schermo lcd della fotocamera, fatelo nel momento in cui le salvate sul computer, questo vi aiuterà a rimanere concentrati sul presente. Più riuscirete a mettere in pratica questo esercizio e più scoprirete l’importanza e le potenzialità di questo linguaggio.
Come sopravvivere a Instagram e alle tante immagini finte
Prendo in considerazione questo social perché è quello che va per la maggiore, tutti hanno un profilo e postano immagini. Scorrendo il feed di Instagram, si capisce facilmente che non è un social di fotografia ma di immagini.
Però, c’è chi si approccia a Instagram in modo del tutto spontaneo, mettendo in gioco la propria sensibilità e, soprattutto, senza la paura di mostrarsi per come si è veramente. Cercate queste persone e seguitele per trarre ispirazione.
Allo stesso tempo, prendete le distanze da chi posta immagini non in linea con la vostra idea di fotografia e da chi utilizza tecniche scorrette per ottenere visibilità. Fate pulizia, eliminando i contatti inutili.
Attraverso le fotografie che scattiamo, lasciamo tracce di noi e la speranza è che ognuno lo faccia nel modo più autentico possibile. Servono foto che trasmettono emozioni.
A questo proposito, ho creato l’hashtag #dietroadognifotounastoria, che potete utilizzare. Ogni sabato, attraverso le stories, condividerò le foto che rappresentano al meglio l’hashtag.









Buongiorno Francesco. Molto interessante l’articolo, pensa che la settimana scorso ho scritto questo
http://www.associazioneilcrogiolo.it/920-2/
per l’associazione culturale di cui faccio parte. Il bello siamo noi a tirarlo fuori con i nostri occhi.
Peró io per esempio, faccio fatica a tornare in un posto dove sono stato ed entrarci in empatia. Se riesco scatto subito, ma se devo tornarci non ci riesco. Non lo so perché, dovrei lavorarci su. Buona giornata